Sono cresciuta con la torta sul tavolo

Quando ripenso alla mia infanzia, sento il profumo della torta calda che riempiva le stanze.

Mia mamma è molto brava a fare i dolci e non ha mai fatto mancare una torta sul tavolo.
Fin da piccolissima l’aiutavo a sbucciare le mele o a dividere i tuorli dagli albumi.

I miei nonni materni sono calabresi, la mia famiglia ha il culto del cibo e tutti sappiamo cucinare. Per noi cucinare è come respirare, è come abbracciarsi o raccontare qualcosa.

A casa nostra è sempre fatto tutto in casa, probabilmente non è mai entrata una passata di pomodoro comprata o una bottiglia d’olio industriale ed anche il vino lo faceva mio nonno.

Quando andavo alle elementari ero così abituata alla pasta fatta in casa che non riuscivo a mangiare quella confezionata e i miei genitori dovevano venirmi a prendere perché mangiare in mensa proprio non mi piaceva.Se stai pensando che ero viziata, effettivamente hai ragione, ero abituata ad ingredienti genuini e alle cose buone.

Mio papà è lombardo e a lui devo la passione per i primi piatti e tutte le pietanze della tradizione lombarda, dal risotto ai brasati. Quando era al militare ha lavorato in cucina, come aiutante di un cuoco che gli ha insegnato tanto e lui lo ha fatto con me.

Quando ripenso alla mia infanzia, sento il profumo della torta calda che riempiva le stanze.

Mia mamma è molto brava a fare i dolci e non ha mai fatto mancare una torta sul tavolo.
Fin da piccolissima l’aiutavo a sbucciare le mele o a dividere i tuorli dagli albumi.

I miei nonni materni sono calabresi, la mia famiglia ha il culto del cibo e tutti sappiamo cucinare. Per noi cucinare è come respirare, è come abbracciarsi o raccontare qualcosa.

A casa nostra è sempre fatto tutto in casa, probabilmente non è mai entrata una passata di pomodoro comprata o una bottiglia d’olio industriale ed anche il vino lo faceva mio nonno.

Quando andavo alle elementari ero così abituata alla pasta fatta in casa che non riuscivo a mangiare quella confezionata e i miei genitori dovevano venirmi a prendere perché mangiare in mensa proprio non mi piaceva.Se stai pensando che ero viziata, effettivamente hai ragione, ero abituata ad ingredienti genuini e alle cose buone.

Mio papà è lombardo e a lui devo la passione per i primi piatti e tutte le pietanze della tradizione lombarda, dal risotto ai brasati. Quando era al militare ha lavorato in cucina, come aiutante di un cuoco che gli ha insegnato tanto e lui lo ha fatto con me.

Ho sempre amato il cibo.

La prima torta che ho fatto completamente da sola era una “pere e cioccolato”, l’ho fatta a sei anni, ispirandomi ad una rivista comprata in edicola

A 11 anni facevo la pasta in casa o gli gnocchi.

Qualche anno dopo volevo iscrivermi all’alberghiero, ma l’istituto era distante e avrei dovuto dormire fuori, ero troppo mammona per stare la notte lontana da casa e rinunciai a questa strada.

Alla fine mi sono iscritta a scienze sociale, ho voluto rimanere unita alle mie amiche che per la maggior parte hanno scelto il “socio pedagogico”.

A 17 anni la mia parrucchiera mi ha iscritto a Miss Italia a mia insaputa, ero tra le prime 10 classificate e ho ottenuto un contratto come fotomodella.

Questo mi ha permesso di essere economicamente indipendente prima di diventare maggiorenne.

Lo stesso anno ho iniziato a studiare dizione e recitazione e davo anche una mano a mia madre in ufficio.

Non potevo continuare così e l’università era la strada più facile da abbandonare.

Fare la modella mi ha permesso di avere tantissimo tempo libero, grazie a questo lavoro ho potuto coltivare le mie passioni, come la cucina e lo sport.

A ventidue anni iniziai ad avere problemi col cibo, mangiavo e stavo male, sentivo che era cambiato qualcosa dentro di me ma non capivo cosa.

Mangiavo e mi veniva la tachicardia, avevo nausee e svenivo.

Cercavo una risposta al mio malessere e tutti mi dicevano che era lo stress e non mi sarei dovuta preoccupare.

Mi sono allontanata dal cibo, lo temevo come un nemico e sono diventata magrissima senza comprendere cosa avessi.

Finalmente la risposta, uno specialista capii che ero celiaca.

In quel momento ho capito che per stare bene avrei dovuto rinunciare a tutte quelle pietanze che amavo, cucinare e mangiare. Il cibo nella mia famiglia è affetto e unione, la vita mi aveva strappato quella certezza che mi accompagnava da quando ero nata.

Ho smesso di andare al ristorante, perché ogni volta la minima contaminazione mi annientava, perdendo così parte della mia vita sociale.

Rimanevo a casa a cucinare, compravo i prodotti Gluten Free ma ogni piatto usciva una schifezza.

Mi sembrava che le pietanze non avessero più sapore, pensavo di aver perso il mio talento e che la mia passione si fosse esaurita.

Ricordo la prima volta ho fatto una torta di mele senza glutine, non mi è uscita, io potevo farla ad occhi chiusi. Era pessima, piansi e demoralizzata la buttai nell’immondizia.

“PERCHÉ PROPRIO A ME?”

Decisi di perseverare, di insistere, pensai che se altre persone potevano cucinare meravigliosi piatti senza glutine avrei potuto farlo anch’io.

Scoprii anche i trucchetti per frequentare di nuovo i ristoranti senza lasciarci la pelle.

Ora posso cucinare praticamente tutti i piatti e in pochissimi sentono la differenza rispetto alla versione classica delle ricette con il glutine.

CUCINARE È UNA FORMA DI AMORE

Non sono bravissima con le parole, preferisco regalare che ricevere doni.

Oggi cucino anche con il glutine per le persone che amo, lo faccio con le dovute precauzioni, mettendo i guanti ed evitando le contaminazioni.

C’è chi per dimostrarti il suo affetto ti abbraccia, chi ti regala una borsa e chi ti canta una canzone. Io per dirti che ti voglio bene ti farò sempre trovare una torta sul tavolo.

LA NASCITA DI BARBARELLA CHEF

Ho iniziato tempo fa a condividere sui social le mie creazioni culinarie, moltissime persone mi chiedono di continuo le ricette e consigli.

Sono i miei contatti che hanno spontaneamente iniziato a chiamarmi “Barbarella Chef” nei commenti ed io lusingata non posso che battezzare così il mio primo blog di cucina.

Spero che questo Blog possa essere d’aiuto a tutte le persone che non sanno come cucinare senza glutine.

Ti auguro un buon viaggio attraverso le mie gustose piccole opere.

Barbara Fumagalli